Eventi

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Qual è il ruolo dell’ostetrica?

Molti direbbero quello di far nascere i bambini e culturalmente questo concetto è stato mandato avanti per molte generazioni ma chi altro oltre alla madre può dare alla luce un figlio?

È ora di cambiare paradigma e restituire alle donne, iniziando dal linguaggio, il loro potere.

E quindi cosa fa l’ostetrica?

È abbastanza universale che l’ostetrica abbia il delicato compito di sostenere la donna nelle sue scelte, offrire il suo sapere affinché lei possa prendere una decisione, aiutarla a riconoscere le sue competenze, a valorizzarle, durante la sua vita e in particolare durante la gravidanza, il travaglio, il parto e nel dopo parto.

“Che cos’è il sostegno?

Il sostegno è incondizionato; significa ascoltare, non giudicare, non raccontare la propria storia.

Sostenere non è offrire consigli, è offrire un fazzoletto, una carezza, un abbraccio, un modo di prendersi cura.

Siamo qui per ascoltare... non per fare miracoli.

Siamo qui per aiutare una donna a scoprire quello che sente... non per proteggerla da queste sensazioni e sentimenti.

Siamo qui per aiutare una donna ad individuare le sue alternative... non per dirle quali alternative e scegliere.

Siamo qui per aiutare una donna a discutere quali possi fare... non per farli al suo posto.

Siamo qui per aiutare una donna a scoprire la propria forza... non per soccorrerla e lasciarla ancora vulnerabile.

Siamo qui per aiutare una donna scoprire che può aiutare se stessa... non per prenderci la responsabilità al suo posto.

Siamo qui per aiutare una donna imparare a scegliere... non per liberarla dalla necessità di fare scelte difficili.”

Anonimo traduzione Sheri Khan

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Eccoci ai primi giorni del 2019 e mentre aspettiamo la prima nascita dell'anno qui a Zoè possiamo fare i conti su come è andato il 2018, in termini di qualità dell'assistenza e di esiti, di salute delle madri e dei bambini che abbiamo assistito in casa o in casa maternità.

Non troverete qui i numeri di coloro che si sono rivolte a noi ma che hanno partorito in ospedale, o perchè non si sentivano pronte ad una nascita extraospedaliera o perchè prima della 37° settimana avevano una condizione che non permetteva lo svolgersi del parto extraospedaliero in sicurezza.

A tutte è stata comunque offerta la nostra assistenza nel modo che più ritenevano opportuno.

Ricordate... noi ci siamo per ogni donna!

Laddove è possibile in completa autonomia, laddove vi sia un dubbio o una necessità, con l'aiuto e la consulenza degli specialisti e delle strutture più adeguate.

Ma veniamo ai numeri e vediamo come è andata.

Come equipe di ostetriche, Ivana, Daniela, Sara, Chiara e Saretta, abbiamo preso in carico per un parto extraospedaliero 30 donne che a 37 settimane, dopo essere state seguite da noi per tutta, o almeno parte, della gravidanza, presentavano una condizione globale di salute.

Di queste 31 donne 18 hanno scelto di partorire a casa loro e 12 di partorire a Zoè.

Una donna che aveva scelto di partorire a Zoè il suo secondo figlio ha chiesto, senza che vi fossero motivi clinici, di essere trasferita in ospedale in periodo espulsivo. Dopo pochi minuti era nella Sala Parto del Cristo Re dove ha ricevuto una epidurale e una buona assistenza al parto vaginale. La nostra assistenza a lei e al bambino è continuata sia in Sala Parto che poi a casa.

Di 31 donne, 17 erano pluripare, avevano cioè già avuto un'esperienza di nascita, più o meno gratificante, 14 di loro erano invece alla prima esperienza.

Quest'anno abbiamo avuto due reali complicanze senza nessun esito negativo. Due donne hanno avuto perdite ematiche nel dopoparto superiori alla norma. Non è stato necessario effettuare trasferimento in ospedale e stanno entrambe benissimo. 

Cinque donne risultavano positive allo streptococco, hanno scelto di partorire comunque fuori dall'ospedale e non ci sono state conseguenze di sorta.

A proposito di complicanze, spesso si sceglie di partorire in ospedale per timore che possa succedere qualcosa al nascituro. Timore piuttosto infondato laddove si ascoltano attentamente i bisogni di madre e bimbo e il parto non viene forzato. Tra le altre si teme l'eventualità, molto spesso data come motivazione per parti forzati e tagli cesarei, delle problematiche del cordone.

Ebbene quest'anno sono nati con noi ben due bambini con un nodo vero di funicolo, e stanno benissimo!, a riprova che anche laddove potrebbe esserci un pericolo i bambini sanno nascere in sicurezza (se non si usano interventi per accellerare).

Delle donne che hanno effettivamente partorito a casa (per casa intendiamo anche la casa maternità) nessuna ha subito separazione dal neonato e  l'83 % dei bambini si è attaccato al seno entro due ore dalla nascita.

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Siamo dei mammiferi e su questo non ci piove...a meno che non facciamo finta di scordarcene...

Ma siamo anche umane e quindi dei mammiferi un po' diversi dagli altri.

Noi donne e i nostri compagni uomini siamo da tempo la specie che ha colonizzato il Pianeta Terra, nel bene e nel male, e che attualmente domina sulle altre specie di viventi. 

Tutto questo non è successo perchè siamo più forti o più agili o necessariamente più intelligenti (esistono molte forme di intelligenza e trattare il nostro Pianeta come stiamo facendo attualmente forse non lo è del tutto) ma perchè siamo tra le specie più adattabili.

Siamo cosi adattabili che non abbiamo un solo habitat ma moltissimi, potendo vivere dove è molto caldo come dove è molto freddo. Non esiste una vera dieta umana perchè siamo virtualmente capaci di mangiare di tutto, e lo facciamo, adattandoci ai diversi climi e ambienti.

Oltre al fatto che siamo cosi adattabili (più o meno come i topi e gli scarafaggi giusto per non montarci la testa) siamo la specie dominante sul Pianeta Terra per due motivi fondamentalmente:

il primo perchè evidentemente il nostro sistema di riproduzione funziona ed è sicuro (come del resto per tutti gli altri mammiferi) permettendoci di avere un parto seguito da una madre e un neonato in perfetta salute con le risorse intatte e pronti a vivere in un ambiente altamente ostile, che sia la savana di duecentomila anni fa o la moderna giungla cittadina dove i pericoli sono di ben altra natura ma esistono comunque (stress cronico, inquinamento, scarso sostegno ecc.).

Il secondo (come spiega Yuval Noha Harari in questo interessante intervento https://www.youtube.com/watch?v=nzj7Wg4DAbs) è che noi crediamo alle storie. Siamo di fatto gli unici animali che si raccontano e tramandano storie e che su queste storie costruiscono imperi, religioni, sistemi politici, intere organizzazioni sociali. 

Interessante no? Tra queste storie ve ne è una che circola ormai da molti molti anni ed è quella che il parto è un evento pericoloso, che il corpo delle donne non è adatto a partorire senza aiuti esterni e che i bambini hanno bisogno di aiuto e tecnologia per nascere altrimenti sarebbero a rischio in ogni momento del processo nascita. Se tutto ciò può essere vero in rari casi, per cui ben vengano le possibilità di aiuto che ci offre la moderna ostetricia, non può certamente essere applicato a tutte le donne e i bambini come stiamo facendo attualmente in tutto il mondo o quasi, altrimenti non si spiega come la nostra specie sia potuta sopravvivere per migliaia di anni senza medici, ospedali e tutto l'ambaradam che gira intorno alla nascita. 

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Quello del puerperio è un periodo spesso dimenticato. Dimenticato dalla società che chiede alle donne di ri-tornare ad essere quelle di prima come se nulla fosse successo. Dimenticato dalle donne stesse che negli anni 2000 non hanno mai saputo che esistesse un tale periodo e se ne hanno sentito parlare si tratta di "qualcosa di antico". Dimenticato dalla formazione per le ostetriche che si concentra quasi tutta sul momento dell'assistenza e delle prime ore dopo il parto. 

Così molte di noi si trovano, una volta uscite dall'università,  nel mondo del lavoro senza avere gli strumenti per offrire alle donne un sostegno competente nei giorni preziosissimi del puerperio.

Noi ostetriche di Zoè, avendo il privilegio di poter assistere le donne in piena continuità dell'assistenza e con grande soddisfazione, e ottimi esiti, anche nel puerperio, vogliamo mettere a disposizione delle colleghe la nostra esperienza in merito. 

Per farlo abbiamo pensato a due giornate studio per ostetriche e studentesse in cui confrontarci, offrire informazioni e strumenti per cominciare ad approfondire l'arte del prendersi cura che così tanto ci appartiene e compete.

Due moduli da poter frequentare anche separatamente 

PRIMO MODULO 24 SETTEMBRE 2018!

dalle 9.00 alle 18.00

Argomenti del primo modulo:

L'ascolto delle storie e dei bisogni

Cosa osservare nella madre e nel neonato

L'imprinting relazionale e affettivo

Il rebozo di chiusura

Il rebonding

La luna di bimbo

La cura del perineo

presso Casa Maternità Zoè

Via Clemente VII, 5

Per info e iscrizioni 0666031290 - 3333289606 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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